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MERCOLEDI' ORE 10 - AULA A
I ricercatori di tutte le università di Italia si stanno dichiarando indisponibili all’insegnamento.
Dall’inizio di settembre i ricercatori si sono dichiarati indisponibili a continuare il loro lavoro gratuito come forma di protesta contro il D.d.L Gelmini. Questo nuovo progetto governativo sull’università prevede la cancellazione della figura del ricercatore a tempo indeterminato, e non chiarisce cosa accadrà a chi è oggi ricercatore.
Questa ennesima – terribile e calata dall’alto – riforma si inserisce in una situazione già disastrosa dell’università italiana. Non ci sono fondi per la ricerca. Non ci sono fondi per la didattica. Non ci sono nemmeno soldi per comprare il libri per le biblioteche…si tagliano le borse di studio, le borse erasmus, le borse tesi estero, le borse di collaborazione…
Insomma l’università-azienda che eroga servizi ai suoi studenti-utenti è scadente, senza finanziamenti e con servizi monchi. La Sapienza è in fibrillazione, molte facoltà hanno rinviato e bloccato le lezioni, si stanno organizzando assemblee e discussioni pubbliche.
Ma cosa fanno invece i ricercatori di Scienze Politiche? Cosa hanno fatto i professori rispetto alla riorganizzazione nella facoltà di Scienze Politiche e Sociali? E la presidenza che posizioni ha intenzioni di prendere?Non c’è più tempo per trattative personali, non c’è più tempo per giochi corporativi di categoria, siamo stufi dei baroni che pensano solo ai loro interessi quando in ballo c’è il nostro futuro, la nostra vita.
E’ ora di capire insieme di che cosa tratta questo d.d.l Gelmini, di prendere posizione, di riuscire a costruire alternative che partano dagli studenti.Sappiamo benissimo sulle spalle di chi ricadrà questo disastro, chi sarà a pagare l’ennesimo tentativo di distruggere il mondo della formazione.
Abbiamo la necessità di aprire spazi di discussione e dibattito, di creare una grande assemblea che sia in grado di incidere sulle scelte che da qui ai prossimi mesi verranno prese.
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