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Riprendiamoci il FUTURO! Appello della facoltà di Lettere in mobilitazione |
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Oggi, 11 ottobre 2010, si è svolta la seconda partecipata assemblea di facoltà a lettere, a pochi giorni dalla discussione sul ddl Gelmini alla Camera. Le mobilitazioni diffuse dei ricercatori indisponibili, le assemblee che si stanno tenendo in tutte le facoltà e le grandi manifestazioni dello scorso 8 ottobre segnano sicuramente la ripresa delle mobilitazioni del mondo della formazione.
Gli effetti dei tagli previsti dalla legge 133 del 2008 sono ormai sotto gli occhi di tutti: non solo assistiamo al collasso finanziario e ad una continua dequalificazione delle università, della ricerca e della scuola, ma nei prossimi giorni questo governo, sempre più debole e timoroso di una forte ripresa delle mobilitazioni, proverà ad approvare in tempi record il ddl Gelmini, meglio conosciuto come riforma a costo zero. Le spinte del “partito della riforma”, ovvero Confindustria, il Corriere della Sera e la Crui, emergono in questi giorni con forza: “smantelliamo l’università pubblica prima che qualcuno se ne accorga”, sembrano voler dire! Per questo riteniamo importante costruire tutti assieme un vero e proprio assedio del Parlamento in occasione dell’inizio discussione alla Camera del ddl.
Giovedì 14 ottobre: dalle ore 11 saremo in piazza Montecitorio per esprimere con forza la nostra opposizione nei confronti di chi vuole imporre lo smantellamento dell’università: il ddl non va emendato, va bloccato!
Invitiamo tutte le facoltà in mobilitazione, le scuole, i dottorandi e i ricercatori, gli insegnanti precari e non solo a partecipare per dare vita ad una giornata di conflitto, esprimendo con forza rabbia e indignazione nei confronti di chi vuole gestire la crisi non solo devastando il mondo della formazione, ma anche impoverendo il paese, smantellando i diritti dei lavoratori e attaccando i loro salari, precarizzando le nostre vite, devastando il territorio e l’ambiente. Vogliono costruire per noi un futuro di disoccupazione e precarietà: impediamogli di portare a termine il loro piano, riprendiamoci il nostro futuro!
Questa è una settimana decisiva per la ripresa di un movimento capace di resistere agli attacchi del governo e di Confindustria: parteciperemo alla grande manifestazione nazionale contro la crisi indetta dalla Fiom per sabato 16 ottobre, convinti della necessità di un fronte comune contro queste politiche di gestione della crisi. Proponiamo inoltre la costruzione di uno spezzone delle facoltà in mobilitazione che parta dalla Sapienza per unirsi al corteo. Per questo invitiamo tutte le facoltà in mobilitazione a partecipare ad un incontro pubblico che discuta delle forme di mobilitazione dell’assedio del 14 e della manifestazione del 16, da tenersi a Lettere mercoledì 13 alle ore 17.30.
Lettere in Mobilitazione
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Scritto da Link Lettere
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Sabato 09 Ottobre 2010 01:05 |
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Oggi 5 ottobre 2010 si è tenuta una prima partecipatissima assemblea nella facoltà di Lettere. Gli studenti hanno ribadito la loro contrarietà:
- Ai progetti di riforma della Gelmini
- Ai tagli e alle politiche di definanziamento all’istruzione e allo stato sociale
- Alle misure previste dal governo per uscire dalla crisi
L’assemblea ha espresso la necessità di sviluppare percorsi e iniziative di mobilitazione comuni fra studenti, docenti e ricercatori, ritenendo che un semplice legame solidaristico fra questi non sia all’altezza dell’attacco sferrato dal governo.
Gli studenti e le studentesse dichiarano lo stato d’agitazione della loro facoltà e annunciano la loro presenza in piazza con le scuole l’8 ottobre, il 14 sotto la camera nel caso in cui iniziasse la discussione della riforma e ritengono fondamentale la partecipazione attiva al corteo del 16 ottobre indetto dalla Fiom.
Al termine dell’assemblea i partecipanti hanno deciso di unirsi agli studenti di Scienze che contemporaneamente si riunivano a fisica, dando vita a un corteo che ha attraversato la città universitaria e le strade intorno alla Sapienza.
L’assemblea di facoltà si è riconvocata per lunedì 11 alle 11.
Lettere in Mobilitazione
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Mozione votata dal Cdf di Lettere e Filosofia il giorno 21 settembre |
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Mozione votata dal Consiglio di Facoltà di Lettere e Filosofia di Sapienza Università di Roma a larghissima maggioranza, con un astenuto e nessun contrario, il giorno 21settembre 2010.
Il Consiglio di Facoltà di Lettere e Filosofia,
- a sostegno della posizione espressa dal S.A. della Sapienza nella seduta del21 settembre u.s. e rilanciata dal Rettore prof. Luigi Frati sulla stampa quotidiana,circa l'impossibilità a dare inizio all'a.a. 2010-2011 nelle attuali condizionifinanziarie in cui il Governo mantiene l'Università e nel perdurare della protesta deiricercatori con la rinuncia all’attività didattica obbligatoria,
- richiamandosi alla propria mozione, votata nel Consiglio del 3 giugno 2010,avversa ai contenuti della manovra finanziaria allora presentata ed alla ricaduta diquesta sull'applicazione del DDL 3687 (Norme in materia di organizzazione delleUniversità, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo perincentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario presentato dal MinistroGelmini),
- ribadendo la denuncia ed il rifiuto del perverso processo diaziendalizzazione e depauperamento dell'Università di Stato in atto,
- coerentemente con le manifestazioni di dissenso nei confronti del DDL3687 e della manovra finanziaria già espresse a luglio e concretizzatesi conl'iniziativa della 'notte degli esami',
riprende la propria mobilitazione rinviando l'inizio delle lezioni in attesa che ilGoverno e il Parlamento diano una risposta alle richieste di modifica del DDL 3687–che inizia ora il decisivo passaggio alla Camera dei deputati– espresse nella mozionesopra richiamata e fatta propria sia dal S.A. della Sapienza, sia dalla Conferenza deiPresidi di Lettere, nonché condivisa nei contenuti dalle altre Università di Statoitaliane.
Il Consiglio di Facoltà di Lettere e Filosofia decide di dedicare le previste ore dilezione di inizio anno ad attività didattiche volte a sensibilizzare gli studenti suglieffetti che l'approvazione e l'applicazione del DDL 3687 avrebbero sul presente e sulfuturo dell'Università di Stato e sulle carriere dei giovani ricercatori.
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