Cdf 28 settembre: Assemblea di Facoltà 4 ottobre con sospensione della didattica!

Consiglio di facoltà 28 settembre: un po’ di chiarezza!

Ieri in Cdf si è discusso dell’appoggio della facoltà alle mobilitazioni dei ricercatori e di tutto il mondo universitario che da mesi si stanno moltiplicando all’interno degli Atenei italiani.  Solo la scorsa settimana il nostro rettore Frati, che di certo non è considerato un “pericoloso sovversivo”  ha convocato una conferenza stampa dichiarando:

La responsabilità è ora del Governo e del Parlamento che debbono dare risposte concrete sui finanziamenti ormai drammaticamente insufficienti (l’università italiana è ultima in Europa) e sullo stato giuridico che i ricercatori attendono da 30 anni. La Sapienza ha operato per razionalizzare, risparmia e riprogettare in funzione della qualità. Se dalla politica non ci saranno risposte, soprattutto finanziare, avremo una didattica da terzo mondo e una ricerca in dissoluzione. In tali condizioni non saremo in grado di iniziare l’anno accademico 2010-2011”

Cosa abbiamo proposto al Consiglio di facoltà:

-         che anche Economia prendesse una posizione forte rispetto al Ddl Gelmini e i tagli, appoggiando la mozione del Senato Accademico

-         rinunciare alle cerimonie di inaugurazione dell’anno accademico di Economia trasformando quella giornata in una data di mobilitazione con un’ assemblea di Facoltà, momento di confronto e discussione tra studenti, docenti e ricercatori sul DDL Gelmini

-         appoggiare la protesta dei ricercatori della nostra Facoltà non coprendo i ricercatori che, come moltissimi in tutta  Italia, hanno deciso di dichiararsi indisponibili a coprire i carichi didattici che non spettano loro per contratto

-          garantire pieno appoggio alle giornate di mobilitazione del 4-5-6 Ottobre che vedranno tutti gli Atenei d’ Italia attivarsi in iniziative e proteste all’interno delle  Facoltà ma anche nelle Città, anche attraverso la sospensione dell’attività didattica

 

Perché abbiamo votato a favore di una giornata di sospensione della didattica:

 

-          Perché riteniamo che perdere un giorno di lezione e utilizzarlo per discutere di un problema così importante come quello della riforma Gelmini e dei tagli all’università non sia una perdita di tempo, ma favorisca la maggiore consapevolezza di noi studenti rispetto ad un tema che ci riguarda da vicino

-          Perché le lauree non verranno sospese ma bensì rinviate di qualche giornogarantendo a tutti gli studenti il diritto di laurearsi (considerate che succede spesso che la data della laurea venga spostata di qualche giorno per motivi tecnici) ma in questo caso il disagio recato viene recuperato e rientra nelle proteste che si stanno portando avanti in tutto l’ateneo.

 

-          La sospensione della giornata del 4 ottobre è davvero il minimo indispensabile affinché la nostra Facoltà appoggi le proteste contro il Ddl Gelmini, tenete presente che nelle altre facoltà le lezioni non partiranno per adesso e tutta la didattica è stata convertita in assemblee

 

-          Riteniamo che il ritiro della “indisponibilità” dei ricercatori, probabilmente favorito dalla volontà di indire dei bandi a contratto per esterni per sostituirli da parte della nostra Facoltà, rappresenti una lesione del diritto di un lavoratore ad astenersi da un’attività che non prevista da contratto e per cui non viene pagato.

 

-          Durante l’anno numerosi docenti andranno in pensione e non verranno sostituiti a causa del blocco delle assunzioni: questo significherà pochi docenti e corsi sempre più affollati. L’Ateneo ha assegnato alla nostra facoltà modeste risorse per assumere nuovi ricercatori : poca ricerca vuol dire poca innovazione e significa rimanere agli ultimi posti nelle classifiche delle università internazionali.

Tagli all’università vuol dire, servizi più carenti e tasse più alte!

 

Se la riforma dell’Università voluta dalla Gelmini e dal governo verrà approvata definitivamente, la tua università cambierà sempre di più: entreranno i privati nel Cdae il diritto allo studio sarà sostituito con Fondo per il Merito e prestiti d’onore! La Sapienza diventerà una non-università in cui i servizi offerti e i diritti degli studenti si ridurranno fino a scomparire!

 

Questa non è una lotta corporativa in difesa dei diritti dei ricercatori, bensì una protesta

contro dei provvedimenti che mettono in ginocchio l’università pubblica!

 

Perdere un giorno di didattica è un disagio per noi, perdere l’università pubblica è un grande disastro per noi e per tutto il nostro Paese!

 

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