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LUNEDI' 29 NOVEMBRE ASSEMBLEA DI FACOLTA' (LETTERE E SCIENZE UMANISTICHE) H 14 AULA 6
Dopo il grande corteo del 17 novembre, dopo questa straordinaria settimana, dopo aver assaltato i luoghi del potere prima e quelli della cultura dopo, lunedì torniamo in assemblea di facoltà.
La discussione del Ddl Gelmini è infatti stata rimandata a martedì 30 novembre, data in cui sarà fondamentale scendere di nuovo in piazza e presidiare Montecitorio.
Queste ultime giornate hanno segnato finalmente uno spartiacque rispetto al passato: la nostra mobilitazione è riuscita a imporre all'attenzione pubblica e politica temi ormai da tempo finiti nel dimenticatoio. Se non ci fossero stati i cortei, le occupazioni, le azioni simboliche messe in atto in questi giorni a Roma e non solo, forse questa riforma sarebbe passata nel silenzio più assoluto. Invece la sua approvazione viene ancora una volta rimandata.
Adesso l'importante è non mollare. Abbiamo bisogno del contributo di tutti per continuare su questa strada. Possiamo ancora vincere.
Lunedì ci ritroveremo in assemblea per capire cosa fare martedì 30, come scendere in piazza, quali pratiche mettere in campo, quali slogan, quali messaggi trasmettere. Nel frattempo, anche nelle altre facoltà della Sapienza si terranno assemblee, per provare a creare davvero un percorso di mobilitazione che sia il più possibile ampio, condiviso e partecipato.
Di seguito riportiamo i comunicati della Sapienza in mobilitazione dell'ultima settimana:
25/11/2010
LA RIVOLTA DELLE UNIVERSITA’: QUESTO E’ SOLO L’INIZIO
In tutte le città d’Italia sono esplose proteste contro l’approvazione del disegno di legge Gelmini, contro un governo incapace di dare risposte alla crisi e a un paese che ormai lo sfiducia. Oggi l’occupazione del Colosseo a Roma, della Torre di Pisa, del porto di Palermo, del Ministero del Tesoro a Milano, della Mole Antonelliana a Torino sono la risposta del mondo della formazione allo smantellamento dell’università pubblica. La risposta del governo è invece sempre la stessa: cariche e fermi contro gli studenti. Loro pensavano di approvare una legge, con il beneplacito di Confindustria e Rettori, ma le carte in tavola sono cambiate. Il voto della riforma da ieri è stato rinviato a martedì, il governo non ottiene la maggioranza in più emendamenti e la ministra Gelmini, in preda al panico, oggi vota a favore dell’opposizione.
Queste due grandi giornate di lotta segnano uno spartiacque. Ci volevano far credere che la crisi fosse tutta interna alle beghe di palazzo, del tutto autoreferenziale, ma in questi due giorni tutti hanno visto un’intera generazione manifestare tutta la propria rabbia occupando i luoghi del potere e della cultura.
Siamo stanchi di una classe politica che vuole decidere sul nostro futuro! Lo abbiamo detto ieri assediando il Senato: da oggi decidiamo noi! E non siamo i soli a dirlo la giornata di ieri a Londra dimostra che anche in altri paesi europei gli studenti si stanno ribellando.
Ricominceremo da lunedì a bloccare le università e scenderemo in piazza insieme a tutte quelle lotte che si stanno dispiegando in questo paese! Dai migranti sulle gru a Brescia agli operai di Pomigliano rilanciamo le mobilitazioni, non faremo approvare il D.d.L. Gelmini e andremo avanti, sempre più forti, fin quando questo governo non cadrà.
Lunedì assemblee in tutte le facoltà!
Martedì torniamo ad assediare Montecitorio!
Sapienza in Mobilitazione
24/11/2010
Ci stiamo riprendendo il futuro!Mario e Daniele liberi subito!
Oggi migliaia di studenti in tutta Italia e a Roma si sono mobilitati in vista dell'imminente approvazione del D.d.L. Gelmini in Parlamento. Dalle facoltà occupate della Sapienza e dalle scuole in mobilitazione moltissimi tra studenti e precari si sono spostati sotto Montecitorio per ribadire la loro contrarietà alla dismissione dell'università pubblica. Il Governo, o ciò che ne resta, ha tentato una manovra estrema, trovando poche briciole di finanziamenti per l'università che però si rivelano del tutto insufficienti a garantire una formazione e una ricerca di qualità per i giovani di questo paese. Il sit-in si è tramutato in una manifestazione selvaggia che, a partire da piazza Montecitorio, ha invaso il centro di Roma, provando ad entrare nel Senato della Repubblica, rivendicando il diritto degli studenti a decidere sull'università e il proprio futuro, diritto che non può essere delegato ad un Parlamento che non rappresenta più nessuno. Quando il corteo, che ha paralizzato tutto il traffico della città, ha provato a raggiungere la sede nazionale del P.d.L., principale responsabile delle politiche contro l'istruzione, è stato attaccato e caricato violentemente dalle forze dell'ordine. La reazione scomposta della polizia, che ha minacciato addirittura con un blindato chi richiedeva il corteo, si è tramutata in vera e propria rappresaglia, portando all'arresto immotivato di due studenti. Ci stupiscono e ci indignano, di fronte alla ricchezza della giornata di oggi, le dichiarazioni degli esponenti del Governo, ma anche dell'opposizione. Schifani ha detto che “ci scappa il morto”, mentre le ventisette denunce emesse a carico degli studenti “puntano ad isolare i violenti”. Ma quella che si è espressa oggi non è né una minoranza, né una parzialità violenta, ma piuttosto un'indignazione diffusa che coinvolge tutto il corpo vivo dell'università e un rifiuto netto alle politiche del Governo. Ci sembra evidente che questa maggioranza ha paura. Paura della propria instabilità, ma soprattutto della capacità di questa mobilitazione di portare alla luce che l'Italia è tutt'altro che un paese pacificato. Chiediamo che i due studenti arrestati vengano rilasciati immediatamente, per questo domattina, in contemporanea al presidio alla Camera saremo in piazzale Clodio, per ribadire la nostra solidarietà nei confronti di chi oggi è stato arrestato e per dire che non c'è nessuna separazione tra violenti e non-violenti, c'è piuttosto un unico, largo, fronte di protesta. Domani è prevista la votazione definitiva del D.d.L. Gelmini, ma noi studenti e precari non abbiamo intenzione di fermarci adesso: rilanciamo per questo e con maggiore forza l'assedio al Parlamento a partire dalle 10!
Dalle facoltà occupate e in mobilitazione della Sapienza di Roma
24 novembre, giornata di contestazione al D.d.L. Gelmini
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