Comunicati
Università fai da te:Mercatino di TorVergata! PDF Stampa E-mail
Scritto da Link Roma   
Mercoledì 14 Settembre 2011 16:44

L'INIZIATIVA

L'università è sempre più "fai da te"
libri usati, orientamento, case per studenti

Aumentano le iniziative autogestite nei tre atenei della Capitale. Anche gruppi di acquisto solidale. E per chi vuole studiare di notte, alla Sapienza una sala lettura con fornelli e caffè

di VIOLA GIANNOLI

Sono scesi in piazza, saliti sui monumenti, organizzato flash mob e occupato facoltà per protestare contro i tagli all'università pubblica che strozzano gli atenei e mandano in rosso i bilanci. Ma per sopravvivere alla riduzione degli orari delle biblioteche, combattere il carolibri, offrire una mobilità sostenibile e a costo zero e contrastare i prezzi folli degli affitti, gli studenti della capitale si sono anche rimboccati le maniche dando vita a iniziative che per carenze istituzionali o mala organizzazione rendono ancora più precaria una generazione. Tra viali, aule e corridoi è insomma nata una sorta di "università anticrisi".
A Tor Vergata, da sabato prenderà il via il primo "mercatino del libro usato" nella facoltà di Scienze. Il sindacato Link ha organizzato una compravendita di testi e romanzi, con tanto di catalogo online da cui scegliere i volumi venduti al 50 per cento. Il 5 per cento del ricavato andrà all'organizzazione per mettere su altre iniziative in favore degli studenti.

Tutta votata alla gastronomia, invece, la solidarietà nell'ateneo di Roma Tre. Qui è nato un Gas, gruppo di acquisto solidale, rivolto anche a ricercatori e docenti. A Lettere e Architettura si possono ritirare cassette a misura di universitario o di professore con uova fresche, ricottine della Valle dei Casali, conserve di zucca biologica della Riserva naturale dell'Insugherata e vino della campagna romana.

Ma è soprattutto alla Sapienza che il "faidate" ha preso piede. Qualche mese fa a Fisica è stato inaugurato il bike sharing autogestito e gratuito con punti di scambio nella cittadella universitaria e nelle sedi distaccate. E se la bici si rompe basta aggiustarla nella "Ciclofficina" d'ateneo gestita dal collettivo ecologista.

A Igiene i ragazzi dell'assemblea di Medicina tengono aperta ogni giorno, dalle 8 del mattino a notte fonda, una sala studio con fornelletti elettrici per caffè e tè. "L'unica soluzione per preparare gli esami in facoltà  -  spiegano  -  visto le biblioteche chiudono a metà pomeriggio". Attivo anche un cineforum, mentre da ottobre partirà uno sportello di difesa legale per gli affitti in nero. La stessa idea che hanno messo in pratica alcuni iscritti della Sapienza riuniti nello studentato "Point Break" al Pigneto che sono appena riusciti a trasferire il loro sportello gratuito di assistenza in VI Municipio. "A Scienze Politiche, Filosofia e Lettere  -  racconta invece Tiziano Trobia di Unicommon  -  organizziamo corsi di autoformazione e grazie all'iniziativa "Copyriot" distribuiamo alle matricole cd masterizzati con i libri di testo per abbattere le spese altissime".

Ma "l'autogestione" parte ancora prima. La Federazione degli studenti e la Rete universitaria nazionale hanno messo su un infopoint su immatricolazioni e date degli esami dei tre atenei capitolini. Il sostituto dell'orientamento tradizionale per evitare le lunghe file delle segreterie aperte a singhiozzo.

(13 settembre 2011) © Riproduzione riservata

 
Comunicato: STUDENTI-FANTASMA: no al numero chiuso, per una scuola pubblica di qualità, per il diritto allo studio PDF Stampa E-mail
Scritto da Link Roma   
Giovedì 08 Settembre 2011 07:51

pubblicata da LINK - coordinamento universitario nazionale il giorno lunedì 5 settembre 2011 alle ore 11.36

Oggi 5 settembre, apertura le università italiane, come ogni anno inaugurano il ritorno dalla pausa estiva con i famigerati test d'ingresso in tutt'Italia. A Roma il Liceo Tasso ha il suo primo giorno di scuola.

 

Link Coordinamento Universitario e l'Uds hanno organizzato presso la Sapienza e il Liceo Tasso di Roma un azione dimostrativa contro i tagli a scuola e università e il numero chiuso. Mentre si discute la manovra economica nelle nostre scuole e nelle nostre università ci si scontra sempre più con le i danni dei tagli di questo Governo e della riforma Gelmini.

 

La conseguenza più evidente è un progressivo aumento dei corsi a numero programmato, ad un innalzamento della contribuzione studentesca un crescente attacco al sistema di diritto allo studio che, ad oggi, è sempre meno in grado di tutelare chi, per legge, ha diritto ad essere tutelato. Oltre duecentomila "studenti fantasma" che rischiano di essere espulsi dall'università a seguito del taglio del 94,71% al diritto allo studio che insieme al taglio alle Regioni, previsto nella manovra tutt'ora in discussione, segnano la fine del diritto allo studio.

 

Al posto delle borse di studio, il ministro Gelmini vuole introdurre un test nazionale per gli studenti diplomati con almeno 80/100, che assegni, senza tener conto del reddito familiare, prestiti da 10.000 € per pagare le spese degli studi e da restituire una volta laureati.

 

Il nostro no al numero chiuso è la battaglia contro le barriere all’accesso all’istruzione sempre più legate l'esigenza delle università italiane di escludere rientrare nei parametri del ministero e avere accesso a più fondi, in un periodo di tagli stringenti e miopi.

 

 

Rifiutiamo un'idea di scuola sempre più simile a un carcere: strutture fatiscenti, nessuno stimolo innovativo e il ricatto costante del voto di condotta e del limite delle 50 assenze.

 

Per questo oggi davanti all’università la Sapienza e il liceo Tasso abbiamo voluto sensibilizzare gli studenti indossando, provocatoriamente un costume da fantasma: gli studenti non possono essere i fantasmi di questo paese. E domani saremo presenti allo sciopero generale indetto dalla CGIL per riibadire con forza che questo autunno il governo dovrà farli anche con noi.

 

 

 

il testo del volantino distribuito oggi:

Due spettri si aggirano per l'Europa, da un lato la crisi economica, dall'altro le lotte e i movimenti di indignazione. La crisi, prodotta dalla speculazione finanziaria, complici i governi di mezzo mondo è diventata la scusa per ulteriori tagli al welfare, alla scuola, all'università e alla ricerca.

Come i fantasmi in cateneci sentiamo prigionieri di una scuola che non ci lascia spazio per le nostre speranze, la nostra voglia di sapere, reprimendoci con una didattica ripetitiva e nozionistica, silenziosi come fantasmi, sotto la minaccia costante del limite delle 50 assenze e del voto di condotta, tra le pareti di scuole sempre più fatiscenti.

Decine di migliaia rischiano di essere gli studenti - fantasma "rifiutati" dal numero chiuso e da un sistema che pretende di selezionare il merito con poche domande a crocetta. In Italia, a causa dei tagli all'università sono sempre più numerosi i corsi che introducono il numero chiuso. Vogliamo che aumentino strutture, risorse e docenti, e non che diminuiscano gli studenti.

Oltre duecentomila rischiano di essere gli studenti - fantasma espulsi dall'università: - 94,71% di tagli al diritto allo studio, insieme al taglio alle Regioni, previsto nella manovra tutt'ora in discussione, segnano la fine del diritto allo studio, anche le borse di studio diventano fantasmi. Al loro posto il ministro Gelmini vuole introdurre un test nazionale per gli studenti diplomati con almeno 80/100, che assegni, senza tener conto del reddito familiare, prestiti da 10.000 € per pagare le spese degli studi e da restituire una volta laureati. Noi rifiutiamo la cancellazione del diritto allo studio e la promozione di un sistema che ci vuole - una volta laureati - precari e indebitati.

Siamo studenti medi e universitari, vogliamo studiare, avere una formazione di qualità e avere un futuro non precario. Per questo daremo avvio a una stagione di lotte e resistenza, spogliandoci delle nostre vesti di fantasmi, e ci faremo vedere e sentire nelle piazze di tutt'Italia a partire dallo sciopero generale di domani 6 settembre. Non resteremo invisibili. Stiamo arrivando.

 

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Complici di chi non si piega-Lettera aperta dalla Sapienza agli operai della Fiat PDF Stampa E-mail
Scritto da Link Roma   
Lunedì 17 Gennaio 2011 01:28

Car* opera*, siamo parte degli studenti e studentesse che si stanno mobilitando da mesi, anzi da anni, contro la sistematica erosione di diritti e contro le politiche che cercano di smantellare il sistema di formazione pubblica nel nostro paese. Non viviamo la realtà del lavoro in fabbrica ma conosciamo il lavoro in nero e sottopagato dei ristoranti e dei callcenter; il ricatto dei contratti a tempo, a chiamata, a progetto, degli stage gratuiti, l'angoscia della disoccupazione. La nostra generazione non sa cosa vuol dire avere un lavoro stabile e una continuità di reddito, ma conosce l'orizzonte infinito della precarietà.

La condizione entro cui siamo costretti a vivere oggi parla di un presente totalmente precario, senza garanzie e tutele, e un futuro che ci appare tetro e privo di prospettive; tuttavia non vogliamo arrenderci a questo stato di cose e stiamo imparando che si può uscire da questo ricatto: lo vediamo nelle lotte e nei tumulti che percorrono e percuotono ormai tutta l'Europa e il Mediterraneo. Crediamo di vivere, nella diversità dei casi, la vostra medesima condizione di ricattati e sfruttati, siamo convinti perciò che dobbiamo condividere il desiderio di ribaltare il piano, la volontà di darsi una mano, lo sforzo di immaginare un'alternativa.

 

La riforma Gelmini e il diktat di Marchionne, calpestando la nostra dignità e comprimendo i diritti, hanno in fondo la stessa aspirazione: ridurre il lavoro, come il sapere, a merce senza qualità, i lavoratori e gli studenti a macchine senza soggettività, utili e spendibili a proprio piacimento. Vi scriviamo questa lettera per comunicarvi la nostra vicinanza e solidarietà, perchè sappiamo che per voi è un momento molto delicato, perchè tramite un ricatto vergognoso vi si impone una scelta tra lavoro e diritti, tra lavoro e salute, tra lavoro e dignità.

 

Quando un infame accordo, come quello che vi sottopongono, mette in gioco la dignità, i diritti, la democrazia, la mette in gioco per tutti quanti, ed è per questo che venerdì 28 gennaio saremo in piazza al fianco di chi non ci sta a sottomettersi a questo sporco gioco. Vi scriviamo questa lettera per darvi la nostra disponibilità a lottare insieme per un lavoro dignitoso, per dei diritti inalienabili, per progettare un paese più giusto e conquistare un futuro migliore

 

Quando le difficoltà, i problemi, i ricatti si accumulano è il momento di metterli in comune per poterli affrontare; è il momento di scegliere di lottare per poter vivere dignitosamente.

Vi scriviamo questa lettera per dichiararci complici di chi non abbasserà la testa.

 

Student* e precar* della Sapienza in mobilitazione.

 

Pubblicata il 14.01.11 su Il Manifesto

 
UNIVERSITA'/ LINK : "Bloccheremo riforma negli atenei" PDF Stampa E-mail
Scritto da Link Roma   
Venerdì 31 Dicembre 2010 10:37

 

Napolitano ha firmato, la riforma Gelmini dell'università è legge.

"Non siamo sorpresi - commentano le studentesse e gli studenti di LINK-Coordinamento Universitario - Il presidente Napolitano ci ha ricevuto e ascoltato con rispetto, ma non ci aspettavamo che fosse lui a dare battaglia al posto nostro. A bloccare la riforma Gelmini dovranno essere gli studenti, i dottorandi, i precari, i ricercatori, i tecnici-amministrativi, tutti coloro che vivono sulla propria pelle la schiavitù della precarietà e il furto di futuro operato da questa riforma".

Il piano della mobilitazione, ora, si sposta dal parlamento verso il governo, con l'attesa dei decreti attuativi, e verso gli atenei, con l'adeguamento degli statuti universitari alla nuova legge: "Chiediamo fin da subito a tutti i rettori di disobbedire, e su questo daremo battaglia. - annunciano gli studenti e le studentesse di LINK - Costruiremo proposte di statuti universitari in grado di bloccare la riforma e cambiare l'università dal basso. Daremo battaglia in tutti gli organi collegiali e in tutte le piazze, perché la privatizzazione dell'università, lo smantellamento del diritto allo studio e la precarizzazione della ricerca non passino nei nostri atenei. La comunità universitaria ha il diritto e il dovere di ribellarsi."

LINK fa notare che una delle criticità individuate da Napolitano riguarda l'emendamento della Lega Nord che riserva ai residenti in una regione una quota delle borse di studio: "Il presidente ha sottolineato come quella norma razzista sia completamente incoerente con una legge che dice di favorire il merito. Ora tocca al governo rispettare la Costituzione e cancellare la norma razzista nel decreti attuativi.

Continua anche il percorso della costruzione dell'alternativa: "La carovana dell'AltraRiforma, la proposta dal basso per cambiare l'università, citata anche dal presidente Napolitano durante l'incontro con gli studenti, non si ferma: continueremo a raccogliere idee e proposte e a sperimentarle tutti i giorni nei nostri atenei: vogliamo il diritto al referendum sulle materie che ci riguardano, vogliamo un nuovo welfare che ci permetta l'autonomia dalla famiglia, vogliamo una ricerca aperta ai giovani e non bloccata dalle baronie".

LINK-Coordinamento Universitario

www.coordinamentouniversitario.it

 
Non fermerete la nostra speranza!! PDF Stampa E-mail
Scritto da Link Roma   
Domenica 26 Dicembre 2010 21:05

Non fermerete la speranza

di Roberto Iovino, Rete della conoscenza

Non fermerete la nostra speranza. Lo diciamo ai politici con la bava alla bocca che non vedono l'ora che ci scappi il morto, lo diciamo ad uno Stato che non riesce a fare altro che barricarsi nei palazzo vuoti di senso di una democrazia spuprata dalla violenza di chi compra la fiducia a suon di quattrini. Lo diciamo ai vecchi e nuovi profeti che vogliono ricondurre le mastodontiche manifestazioni degli ultimi mesi ad un problema di ordine pubblico. Lo diciamo ad una società, la nostra, che troppe volte si fa atrofizzare il cervello dalla tivvù di regime, sempre pronta a creare il “nemico pubblico”.

La nostra speranza è la vostra speranza. Per questo tornare nelle piazze, dimostrare di essere realmente forti, di essere pronti a vincere è l'obiettivo irrinunciabile che ci siamo posti e sui cui non siamo disposti a cedere di un passo. Nemmeno uno. Noi possiamo vincere. Possiamo vincere le paura di una generazione umiliata e offesa, a cui hanno rubato il futuro ma non la dignità. Noi possiamo vincere, perchè riprendersi il futuro non è un obiettivo di immaginario ma è la nostra battaglia per il presente. La precarietà a cui ci condannano è lo strumento di controllo sociale che abbiamo deciso di sovvertire, a cui ci siamo dichiarati indisponibili.

In questo senso la nostra lotta va ben oltre l'approvazione del ddl Gelmini, va ben oltre i singoli ma disastrosi provvedimenti su scuola e università, la nostra è una lotta di che vuole ricostruire un paese sommerso dalle sue rovine in ambito democratico, sociale e civile. E' questa la vera crisi. La crisi oltre che economica è di sistema, ora sta a noi traghettare la barca verso il “nuovo mondo” o soccombere sotto l'onda d'urto dello tsunami di un potere che esercita violenza e sopraffazione. La crisi è rappresentata dai palazzi, dalle zone rosse, dallo scollamento totale tra politica decisionale e società reale, dall'abisso dicotomico in cui versa la società occidentale divisa tra la sofferenza di tanti e l'avarizia di pochi.

Che fine ha fatto la democrazia? Gli unici interlocutori che il nostro movimento ha avuto negli ultimi mesi sono stati i blindati a difesa dei palazzi. Di quale democrazia stiamo parlando se l'unica risposta del ministro Gelmini è stata la criminalizzazione di un'intera generazione? E' democrazia quella rappresentata dal voto di fiducia del 14 dicembre in parlamento? E' democrazia quella che va in scena tutte le sere nei talk show e che ci vuole tutti spettatori inermi del teatrino volgare e feroce della politica?

Queste sono tutte domande che rindondano nei corridoi di scuola e università. Sono le domande di una generazione intera che si confronto (e si scontra!) con il dramma sociale che ha ereditato: il lavoro nero, lo sfruttamento, la precarietà che impedisce di progettare tutta la vita che abbiamo davanti, che ti rende schiavo e ricattabile, che ti impone di vendere le tue braccia e la tua mente al miglior offerente.

E allora signori dello share mediatico/politico, si possono avere delle risposte concrete su questi temi? Invece di riempire i giornali sulle putride eredità di buoni e cattivi “maestri” degli anni settanta, sul nuovo pericolo terroristico che avanza, perchè non parliamo delle responsabilità di chi da vent'anni tiene in ostaggio questo paese? Ogni giorno in più che passate sullo scanno parlamentare divenite sempre più complici di questo sfascio. E' antipolitica la nostra? La differenza è proprio questa, noi in tre mesi questo paese l'abbiamo riempito di politica “vera”, voi sono anni che lo svuotate.
Per noi è solo l'inizio, per voi è l'inizio della fine.

(22 dicembre 2010)

 
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