Protesta del coordinamento Link alla Sapienza per gli "studenti-fantasma rifiutati dal numero chiuso" PDF Stampa E-mail
Scritto da Link Roma   
Giovedì 08 Settembre 2011 07:46

UNIVERSITA'

Medicina, scatta l'ora dei test
in migliaia si giocano l'accesso

Quasi diecimila ragazzi impegnati nei quiz delle facoltà dei due atenei statali. Protesta del coordinamento Link alla Sapienza per gli "studenti-fantasma rifiutati dal numero chiuso". Due espulsi trovati con il cellulare

di VIOLA GIANNOLI

E' scoccata l'ora dei test universitari per migliaia di studenti: quasi diecimila ragazzi si sono giocati questa mattina l’accesso alle facoltà di Medicina e Odontoiatria dei due atenei statali romani, La Sapienza e Tor Vergata. Una lotteria in cui a vincere sarà un candidato su nove. Se nel primo ateneo capitolino, infatti, quasi 7500 matricole si sfidano a colpi di quiz e crocette per 861 posti, nell’università della Romanina sono 2527 gli studenti in lotta per i 258 posti messi a bando.

Tra corridoi e aule, una settantina in tutto, l'atmosfera da quiz ha cominciato a farsi tesa già dalle 8 quando i primi aspiranti camici bianchi si sono affacciati in piazzale Aldo Moro per sbrigare le pratiche di rito: una lunga attesa, poi l'appello e la chiamata in aula a gruppi di cinque. E ancora, l'identificazione e la registrazione per trovare infine un posto in aula, ben distanti dal proprio vicino di banco. Evitate misure drastiche come i metal detector (succede a Bari), la sicurezza è affidata ai commissari che gireranno tra i banchi. Niente parenti nella stessa classe, né candidati di età troppo diverse. Banditi anche cellulari e Iphone da lasciare sulla cattedra, e borse ammassate in una sorta di improvvisato guardaroba. Ma secondo quanto riferito da Eugenio Gaudio, preside della facoltà di Medicina dell'università La Sapienza: "Ci sono state delle irregolarità durante lo svolgimento dei test d'ingresso. Un paio di ragazzi sono stati sorpresi con il cellulare in mano e sono stati allontanati. A presentare domanda sono stati in circa 7.600 - ha aggiunto - Nelle aule oggi c'è stato un assenteismo dell'8 per cento, che definirei fisiologico. Quindi, da una prima stima, dovrebbero aver fatto il test in 7mila''.

Alle 11 in tutta Italia è suonata la campanella che ha dato il via al test vero e proprio. Da lì gli aspiranti camici bianchi hanno avuto due ore di tempo per rispondere a 80 quesiti elaborati dal Cineca, l’istituto che su incarico del ministero dell’Istruzione prepara ogni anno le domande: 40 di cultura generale e logica, 18 di biologia, 11 di chimica e 11 di fisica e matematica. Alla Sapienza si sperimenta la graduatoria unica per le tre sedi (Policlinico, Sant’Andrea e Polo Latino): una volta superato l’esame gli universitari potranno decidere dove iscriversi. Alla Romanina invece i ragazzi sono stati divisi in 30 aule tutte schermate per evitare copia-incolla da Mac e pc.

Per il rettore del primo ateneo capitolino, Luigi Frati, "il numero chiuso è lo strumento migliore per accedere all'università. Se da noi entrassero 7mila matricole non saprei dove metterle. Mi servirebbe il foro Boario. L'unico paese senza numero chiuso al primo anno è la Francia con costi sociali infiniti tant'è che vogliono tornare indietro - ha aggiunto - C'è da dire che molti studenti che partecipano ai test ci provano. Non è che sono motivati più di tanto. Altre università private adottano il sistema del colloquio. L'accusa che poi verrebbe fatta: fate entrare chi vi pare. Invece bisognerebbe tener conto del voto di maturità per l'ingresso nelle facoltà a numero programmato, è indice della preparazione del ragazzo - ha assicurato Frati - e della voglia di studiare. Dobbiamo dare ai giovani il messaggio che studiare serve ed è un fattore di successo. Il percorso formativo va valutato per l'ingresso nelle facoltà. All'estero lo fanno".

Contrari al numero chiuso, invece, molti ragazzi. Link Roma, sindacato universitario capitolino, ha inscenato una protesta tra i viali della cittadella universitaria per denunciare quelli che definisce "studenti-fantasma rifiutati dal numero chiuso e da un sistema che pretende di selezionare il merito con poche domande a crocetta". Indossando lenzuoli bianchi, gli universitari hanno volantinato per i viali: "Vogliamo che aumentino strutture, risorse e docenti - spiegano - e non che diminuiscano gli studenti. Non resteremo invisibili". Slogan simile al blitz organizzato dall'Uds, l'Unione degli studenti, davanti al liceo Tasso per il primo giorni di scuola. "Sarà impossibile non vederci" hanno scritto i ragazzi su uno striscione rilanciando la loro partecipazione allo sciopero generale di domani, prima tappa di un autunno caldo che li rivedrà in piazza anche il 7 ottobre, giorno scelto per una grande manifestazione nazionale degli studenti medi.

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Quanto ai test, dopo Medicina, il 7 settembre toccherà ai futuri architetti, alla Sapienza, a Tor Vergata e a Roma Tre: si prevedono in tutto più di 5000 candidati. Nell’ateneo di Ostiense lo stesso giorno ci saranno le prove di Economia. Alla Cattolica, invece, dal 7 al 12, i 600 fortunati che hanno superato lo scritto di Medicina saranno chiamati a un’inedita prova orale davanti a una commissione sorteggiata da un notaio e composta da due prof, uno psicologo e un sacerdote. Il 9, infine, toccherà ai 348 candidati che hanno scelto la facoltà di Medicina della Sapienza in lingua inglese, novità assoluta post-riforma. E poi via ai test di orientamento, non vincolanti ma obbligatori, per tutti i corsi di laurea ad accesso libero.

(05 settembre 2011)

 

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