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1. autogoverno dell'università: nessun esterno può comporre gli organi di governo dell'ateneo. Siano essi enti locali o privati non possono far parte di alcun consesso, in particolare del Consiglio di Amministrazione
2. Il mandato dei rappresentanti degli studenti deve essere al massimo di durata biennale per consentire agli studenti di esprimere e valutare sul loro operato.
3 Presenza obbligatoria degli studenti all’interno dei nuclei di valutazione, (modifica alla legge 370/99). Non possiamo accettare che la valutazione della didattica e dei servizi dei nostri atenei venga effettuata senza la componente studentesca.
4. Introduzione di istituti di democrazia diretta come il referendum studentesco. Una forma di consultazione che possa essere promossa dalla stessa Università nelle sue varie articolazioni (centrali e periferiche), dai rappresentanti degli studenti e dagli studenti stessi mediante raccolte firme. Le consultazioni saranno possibili su temi inerenti la didattica, l’organizzazione dell’ateneo, delle facoltà e dei singoli corsi, sul diritto allo studio e su ogni tema che coinvolge la vita universitaria.
5. Adozione dello Statuto dei diritti delle studentesse e degli studenti e del Codice deontologico che normi le relazioni familiari, e i limiti di mandato su tutte le cariche.
6. Allargamento dell'elettorato attivo per il rettore a tutti gli studenti (con voto ponderato) e introduzione del limite al mandato degli organi monocratici.
7. Elezione diretta di tutti gli organi collegiali per la parte della rappresentanza studentesca.
8. Aumento delle percentuali di rappresentanza per la componente studentesca negli organi9. Aumento delle percentuali di rappresentanza per la componente studentesca negli organi
10. Chiara definizione del ruolo degli organi: il CDA dovrà gestire il bilancio sulla base dell'indirizzo politico dato dal Senato Accademico.
11. Istituzione di assemblee di facoltà periodiche ufficiali con sospensione delle lezioniù
La rappresentanza degli studenti universitari a livello nazionale è oggi del tutto inefficace, crediamo che una riforma del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari debba fondarsi sui seguenti punti:
1. abolizione del CNSU e creazione della conferenza nazionale studenti – MIUR. In tale conferenza saranno rappresentati gli studenti più suffragati nelle elezioni del Senato Accademico di ciascun ateneo, differenziato con 1, 2 o 3 rappresentanti per ateneo a seconda del numero di studenti.
2. Possibilità da parte della conferenza studenti - MIUR di convocare referendum studenteschi nazionali consultivi.
3. Audizione obbligatoria di membri della conferenza nelle commissioni parlamentari e ministeriali quando si parla di università.
4. l'istituzione di un organo previsto dalla 390/91: la Consulta nazionale del DSU, con competenze in merito alla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni e una consistente rappresentanza studentesca.
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